scanf e getchar: problema di input di dati per mescolanza di metodi diversi

Anche se si tratta di un problema abbastanza banale, ho notato che spesso si incespica in errori dovuti alla differente natura delle istruzioni di input del C, scanf e getchar, quando queste sono accodate l’una dopo l’altra per prelevare determinati valori inseriti dall’utente. Il problema è dato dal fatto che dopo una scanf rimane nel buffer della tastiera il  carattere di new line (nuova linea), ovvero, più semplicemente, la pressione del tasto “invio” stesso. Tale invio forza in automatico una “digitazione fantasma” nella eventuale successiva istruzione getchar.

Il piccolo programmino di seguito dovrebbe chiarire il problema e presentare la possibile soluzione:

#include <stdio.h>

#include <stdlib.h>

int main(int argc, char argv[])

{

printf(“INPUT DA ESAURIMENTO\n”);

char ch1, ch2;

printf(“Inserisci il primo carattere: “);

scanf(“%c”, &ch1);

printf(“Inserisci il secondo carattere: “);

ch2 = getchar();

printf(“ch1=%c, Valore ASCII = %d\n”, ch1, ch1);

printf(“ch2=%c, Valore ASCII = %d\n”, ch2, ch2);

 

printf(“RIPROVA, SARAI PIU’ FORTUNATO ;)\n”);

printf(“Inserisci il primo carattere: “);

scanf(“%c”, &ch1);

fflush(stdin);

printf(“Inserisci il secondo carattere: “);

ch2 = getchar();

 

printf(“ch1=%c, Valore ASCII = %d\n”, ch1, ch1);

printf(“ch2=%c, Valore ASCII = %d\n”, ch2, ch2);

 

system(“PAUSE”);

return 0;

}

 

Come si può vedere, il codice prima simula la situazione di errore e poi ci mette una pezza. Ci sono due modi principali per farlo.

Il primo è di usare la funzione

fflush(stdin);

che provvede a svuotare il buffer in questione, subito dopo la scanf e prima della getchar. Il problema che potremmo avere con tale funzione è che essa non è propriamente standard.

L’alternativa è di usare, al suo posto,  la riga di codice:

while ( getchar() != ‘\n’ );

che cicla fino a beccare, e mandare ramengo 😉 il newline.

Per rendere ancora più interessante l’esempio stampiamo anche il codice ASCII dei caratteri inseriti. Nella prima parte dell’esecuzione si può allora toccare con mano la problematica appena illustrata osservando che il carattere ch2 ha come codice ASCII il valore 10 che corrisponde proprio al LF (Line Feed – https://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_a_capo) .

Carlo A. Mazzone

 

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Il successo di un tipo di dati: il casting delle variabili in C

di Carlo A. Mazzone

Il nome dell’articolo potrebbe suggerire un qualcosa collegato al mondo dello spettacolo: niente di più lontano dalla verità. Il casting, nel contesto informatico, non ha assolutamente a che fare con la selezione di un certo sviluppatore come attore in un qualche film ma piuttosto con l’attribuzione del tipo di dati più adatto ad una data variabile per una determinata circostanza implementativa.

Inizio con una semplice constatazione: talvolta il risultato di certe operazioni tra tipi di dati può dare risultati del tutto inaspettati. Ma andiamo con ordine ponendoci questa domanda: cosa accade quando assegno ad una variabile il valore di un’altra variabile appartenente ad un tipo di dati diverso?

Mi spiego meglio; quando scrivo qualcosa del tipo:

x=y;

se x ed y sono dello stesso tipo, semplicemente il valore di y viene copiato in x. Tuttavia, se x è ad esempio di tipo intero ed y di tipo float inevitabilmente la parte frazionaria di y verrà persa nell’assegnazione del valore ad x, al limite con un avvertimento (warning) da parte del compilatore.

Ad esempio, il seguente codice:

int main(int argc, char *argv[])

{

int x;

float y=5.5;

x=y;

printf(“Il valore di x e’: %d\n”, x );

printf(“Il valore di y e’: %.2f\n”, y );

return 0;

}

produrrà come output:

Il valore di x e’: 5

Il valore di y e’: 5.50

In generale, infatti, le uniche conversioni che non generano problemi sono quelle che consentono di ampliare la dimensione di una variabile. Ad esempio, nessun problema, ovviamente, nel caso contrario quello appena visto in cui assegniamo un intero ad una variabile float ottenendo come risultato che la variabile float avrà come parte intera il valore intero del numero assegnato e come parte frazionaria il valore zero.

Il valore di x e’: 6

Il valore di y e’: 6.00

Questi tipi di conversione vengono detti conversioni implicite in quanto realizzate automaticamente dal compilatore. In altri casi, però, è necessario “forzare” un tipo di variabile ad essere diversa da quella che risulterebbe in maniera naturale: si parla allora di conversione esplicita. Tali conversioni vengono definite in modo gergale cast oppure casting, ed usando a volte espressioni come “castare una variabile”.

Vi propongo allora una situazione tipica:

int main(int argc, char *argv[])

{

int x=7, y=2;

float d;

d=x/2;

printf(“Il valore di d e’: %.2f\n”, d );

return 0;

}

poiché d è stata dichiarata come float ci si aspetterebbe come risultato il valore 3,5. Sbagliato! L’operazione di divisione tra due interi viene appunto intesa come un fatto “privato” tra interi che da come risultato un valore intero, nel nostro caso il valore 3, che solo successivamente viene assegnato alla variabile con la virgola d. Tale problema è comunissimo e si verifica ad esempio nel caso in cui si deve calcolare la media di un dato numero di elementi interi per il quali, nonostante si prevede una variabile di tipo float si otterrà comunque un numero intero. Per risolvere la situazione si usa allora il casting di cui vi dicevo con la seguente sintassi:

(tipo_dati) espressione

Ad esempio, nel nostro caso sarà sufficiente scrivere:

d=(float)x/2;

per ottenere in stampa il valore desiderato ed atteso di 3,5.

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CodeBlocks: installazione sotto Ubuntu

Code::Blocks è un ottimo IDE gratuito per scrivere applicazioni in C e C++. Esso è disponibile sia per Windows che per Linux. Tale caratteristica lo può far preferire in alcuni contesti rispetto a soluzioni come quelle offerte dall’ambiente Microsoft Visual C++ anch’esso gratuito nella versione Express .

L’installazione sotto Windows è estremamente semplice e non richiede nessun chiarimento particolare. In questo brevissimo tutorial vi propongo l’installazione dell’ambiente in questione sotto la distribuzione Linux Ubuntu.

Per prima cosa è necessario scaricare dal sito http://www.codeblocks.org/ la versione desiderata (32 o 64 bit). Da notare come siano disponibili pacchetti anche per le distribuzioni Debia, Fedora e Suse.

Il file scaricato è un archivio compresso (tar.gz). E’ quindi necessario decomprimerlo. A tal fine è possibile utilizzare il tasto destro del mouse sul file in questione e scegliere la voce “Estrai qui”. Verrà creata una cartella contenente i vari file necessari con estensione .deb

Un corretto ordine di installazione potrebbe essere il seguente:

libcodeblocks0_8.02-0ubuntu1_i386.deb
libwxsmithlib0_8.02-0ubuntu1_i386.deb
libwxsmithlib0-dev_8.02-0ubuntu1_i386.deb

e successivamente gli altri pacchetti. Questo a causa del fatto che alcuni pacchetti ne richiedono altri per l’installazione.

Per l’installazione dei singoli file/pacchetto è possibile fare doppio click sui singoli file nell’interfaccia grafica oppure usare (via terminale) il comando:

sudo apt-get install nomepacchetto

dove nomepacchetto è il nome dei vari file da installare.

A questo punto dovrebbe essere possibile lanciare l’ambiente CodeBlocks dal menu principale (voce Applicazioni -> Programmazione).

Provate a compilare una semplice applicazione di tipo console con il classico “Hello world!”.

Nel caso dovesse manifestarsi, con la prima compilazione, l’errore:

Linking console executable: bin/Debug/test1

/bin/sh: g++: not found

usate da terminale il comando:

sudo apt-get install g++

Buona programmazione a tutti.

Carlo Mazzone

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