Per quasi cinquant’anni i matematici si sono interrogati su una domanda apparentemente semplice: quanto è possibile realizzare un nastro di Möbius piccolo senza che si intersechi?
Ora, Richard Schwartz, un matematico della Brown University, ha proposto un’elegante soluzione a questo problema, originariamente posto dai matematici Charles Weaver e Benjamin Halpern nel 1977. Nel loro articolo, Halpern e Weaver pongono un limite per i nastri di Möbius basato sulla geometria familiare dei pezzi piegati di carta solida: il rapporto tra la lunghezza e la larghezza della carta deve essere maggiore di √3, o circa 1,73.
Ad esempio, una striscia di Möbius lunga un centimetro dovrebbe essere più larga di √3 o 1,73 centimetri. La stessa soluzione l’ha elegantemente e matematicamente trovata Schwartz proprio √3!
Ah questo numero magico… 😉I nastri di Möbius hanno molte proprietà strane, che li hanno resi oggetto di fascino da quando furono descritti nel 1858 dai matematici tedeschi August Möbius e Johann Listing.
I nastri di Möbius non sono orientabili . Ciò significa che una formica che vaga su un nastro di Möbius non si trova mai veramente all’interno o all’esterno della forma o verso l”alto o verso il basso.

Ora, un team di ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) ha progettato una delle specie di batteri più comuni, l’Escherichia coli, per generare elettricità dalle acque reflue di un birrifici e ha superato alcuni importanti test. I ricercatori dovranno verificare se il loro E. coli può elaborare volumi industriali per ottenere correnti elettriche notevoli. Se così fosse, si potrebbe ottenere un notevole risparmio energetico.





