Restare nello spazio può lasciare un segno… anche sul cervello.

Ep. 558 S.4

Un nuovo studio pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences ha scoperto che il cervello degli astronauti cambia forma e posizione quando trascorrono del tempo nella microgravità e che questi cambiamenti possono durare per mesi dopo il loro ritorno sulla Terra.

Durante il volo spaziale i tessuti e i fluidi del corpo si spostano senza la gravità terrestre a tenerli “giù”. Questo porta il cervello a muoversi verso l’alto e all’indietro nel cranio, e persino a ruotare leggermente.

Anche se i cambiamenti sono piccoli (solo pochi millimetri), si osservano soprattutto nelle aree collegate all’equilibrio e alla percezione del movimento e questo potrebbe spiegare perché gli astronauti a volte hanno difficoltà a mantenere l’equilibrio una volta tornati a Terra.

🧪 Questo tipo di adattamento non sembra influenzare direttamente l’intelligenza o la cognizione, ma evidenzia quanto il corpo umano sia plasmato dalla gravità terrestre e quanto sia importante comprendere queste alterazioni, soprattutto in vista di missioni di lunga durata verso il Luna o Marte.

 

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