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CAPITOLO 9 - Archivi di dati

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Ormai dovrebbe essere chiaro cos'è un dato, come i dati possono essere aggregati tra loro  attraverso varie strutture logiche e quali sono i meccanismi di base con cui operare sui dati stessi.

Tutto ciò costituisce la premessa per uno sguardo più dettagliato al modo con cui si organizzano interi archivi di dati e come su di essi si opera.

In informatica un archivio di dati inteso come collezione omogenea di elementi atti a contenere informazione è noto con il termine “database”, letteralmente base di dati.

Un classico e semplice esempio può essere una agenda telefonica in cui organizziamo una serie di righe in cui poniamo in una posizione un nominativo e nella posizione successiva il corrispondente  numero telefonico:

 

nominativo

telefono

Carlo Mazzone

347/9478...

Pippo De Pippis

333/1234...

....

....

Ciccio Pasticcio

0824/7711...

 


L'intera organizzazione è nota come tabella, le singole righe vengono normalmente chiamate record  mentre le singole caselle sono note come campi. In generale le tabelle posseggono una intestazione per ogni colonna che chiarisce ed identifica i valori in essa inseriti. Nel nostro caso “nominativo” e “telefono”. Tali etichette sono anche note come “nome del campo”. Una o più tabelle sono sufficienti per la definizione di un database.

Spesso si confonde un database, che è “semplicemente” l'organizzazione dei dati, con l'intera applicazione atta a gestire gli archivi ed i loro contenuti. Tale applicazione è più propriamente denominata con il termine DBMS (Database Management System) ovvero sistema per la gestione di database. Per intenderci, per chi conosce l'applicativo Microsoft Access, Access stesso è un DBMS mentre i file da esso prodotti (tipicamente con estensione .mdb)  sono i veri e propri database.

Incidentalmente riportiamo il nome di una figura professionale di grande importanza connessa con i DB (abbreviazione per database) ed i DBMS: il DBA ovvero Database Administrator. Il DBA è colui che si occupa della gestione e manutenzione di un database ed ovviamente conosce le modalità operative del DBMS. Da notare che i DBMS, anche se in determinati contesti posseggono caratteristiche organizzative e di manutenzione simili,  possono essere anche molto diversi tra loro.

Sono oggi disponibili vari applicativi DBMS (Microsoft SQL Server, Oracle, MySQL, PostgreSQL, ...) ed in generale un DBA è costretto a  specializzarsi su di uno specifico prodotto. C'è ancora però da sottolineare come i concetti teorici siano sempre gli stessi ed è proprio a questi che bisogna concedere i massimi sforzi di comprensione al fine di poter, in caso di necessità, “migrare”  ad una nuova soluzione software con il minimo sforzo.

E' intuitivo pensare che, come quasi ogni oggetto che conosciamo, anche i DB prevedono una fase preliminare di  creazione (a noi informatici piace molto questo aspetto “divino”) ed una successiva fase operativa, di vera e propria gestione (ad esempio, preleviamo specifici dati in relazione ad una nostra esigenza conoscitiva).
Per ognuna di queste due fasi distinte esistono due tipologie di linguaggi adatti allo scopo: DDL, ovvero Data Definition Language, con  il quale costruiamo il nostro database  e DML, Data Manipulation Language, con il quale gestiamo il database.
Last Updated on Tuesday, 04 May 2010 16:05