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Datemi un inizio: dati e informazioni
Dunque da dove si parte? Può sembrare una domanda banale ma a ben pensarci banale non lo è affatto. Inizio allora con una premessa: sigle ed acronimi.
RAM, ROM, CPU, IT, ICT, ASCII sono un microscopico esempio di svariate migliaia di etichette convenzionali che vengono associate a tutta una serie di oggetti attinenti al mondo dell’informatica. Tali oggetti sono però in realtà dei concetti. Allora partiamo con un assunto: tralasciamo i dettagli mnemonici (non impariamo a memoria) e cerchiamo di capire i Concetti.
Ho scritto “Concetti” con la maiuscola a voler segnalare con forza la necessità di capire il mondo nascosto dietro una certa sigla piuttosto che cercare di ricordare la sigla stessa. Pensate che quello che state guardando in questo momento non è inchiostro (se state leggendo questi scritti su carta) né semplici pixel sullo schermo (se avete davanti un formato elettronico degli stessi caratteri) ma mie proiezioni mentali di determinati concetti. E dunque? Allora la questione di fondo è: impossessarsi non tanto dei dettagli più o meno nascosti presenti nella disciplina ma capire la filosofia della disciplina stessa. Se arriviamo a comprendere questo punto saremo in grado di padroneggiare con sveltezza ed agilità mentale anche parti della disciplina del tutto nuova e risolvere problemi nuovi applicando le stesse metodologie utilizzate per risolvere vecchi problemi. Ma quando parlo di metodologie non intendo solo determinate tecniche operative ma piuttosto capacità di ragionamento acquisite comprendendo la filosofia di cui prima. Ribadisco allora, ancora, che i dettagli di un certo argomento con il passare del tempo li dimenticheremo in maniera inesorabile e sconfortante (avevamo fatto tanti sforzi per padroneggiare quei costrutti in linguaggio C1), ma la nostra capacità di analisi e di sintesi nessuno potrà togliercela più. Avremo infatti una rete mentale di concetti tra loro collegati che potrà rielaborare i dati e le informazioni relative al problema in esame per portarci ad una sua comprensione e quindi soluzione.
Quelli che ho appena introdotto: dato e informazione sono due termini cruciali per tutto quello che abbiamo detto e che andremo a dire.
Tali termini sono spesso utilizzati come sinonimi ma in realtà, almeno nella nostro contesto informatico, sinonimi non sono. Meglio ancora: potremo utilizzarli come tali (cioè l’uno o l’altro indifferentemente) solo quando avremo capito la loro vera natura.
Un qualsiasi dizionario della lingua italiana vi dirà che il dato è “Un elemento oggettivamente conosciuto, informazione, notizia, nozione” e qualcosa del tutto simile per “Informazione”.
Chiariamo allora che nel nostro ambito il dato è un elemento di un nostro problema, determinato o da determinare; sequenza di simboli di un certo alfabeto che diventa informazione solo quando attribuiamo ad esso un certo significato.
Per chiarire questo concetto mi permetto di presentare un piccolo esempio:
A=113
A questo punto la sequenza di simboli “113” è un semplice dato. Esso diventa informazione nel momento in cui vi comunico che rappresenta le pagine del presente scritto che dovrò ancora produrre per sentirmi minimamente soddisfatto di quello che sto realizzando. Scherzi a parte come si può facilmente evincere quello stesso dato avrebbe potuto rappresentare un numero telefonico della “forza pubblica” da chiamare in caso di emergenza, piuttosto che l’ammontare in euro richiesto per un certo acquisto, e così via.
OK, il primo scoglio è superato. Abbiamo compreso un primo concetto importante ma forse ancor più abbiamo imparato una prima lezione (anche di vita): mai dare per scontata una certa realtà in quanto essa il più delle volte ne nasconde almeno un’altra.
1 Il linguaggio C è forse il più potente e largamente utilizzato in ambito professionale linguaggio di programmazione disponibile.

