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 Subject :Debug in PHP con alert javascript.. 2011-11-11 14:38:22 
tester
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Forum : Webmaster e sviluppo web
Topic : Debug in PHP con alert javascript

Effettuare il debug di una pagina PHP può non essere sempre un'impresa agevole.

Un espediente di facile utilizzo può consistere nell'inserire un alert javascript nel bel mezzo del codice php.

Di seguito un esempio di immediata interpretazione:

echo '<script language="javascript">alert("' . $variabile . '");</script>';

dove $variabile è appunto una qualsiasi variabile php visibile in quel pezzo di codice.

 

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 Subject :Soluzione: MS-DOS a 16 bit formato del driver..... 2009-06-19 16:47:59 
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Forum : Tips and tricks
Topic : Soluzione: MS-DOS a 16 bit formato del driver...

from  Pk92

Soluzione al problema: MS-DOS a 16 bit:Il formato del driver di dispositivo virtuale nel Registro di sistema non è valido. Scegliere "Chiudi" per terminare l'applicazione.


innanzi tutto dovete procurarvi i seguenti file o da un altro pc o dalla rete:


AUTOEXEC.NT
CONFIG.NT
COMMAND.COM

poi proseguite come segue:

1- copiate e sostituite i file presenti nella cartella c:WINDOWSsystem32 con quelli sopracitati, alla richiesta di sovrascrittura selezionate si;
2- andate qui: http://support.microsoft.com/kb/314452/it e seguite la guida fino ad arrivare al punto in cui dice:
Individuare e selezionare la chiave seguente:
HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetControlVirtualDeviceDriversVDD... (ora avete 2 possibilità di andare avanti):
3a- se non avete la cartella ControlVirtualDeviceDrivers createla voi stessi, poi al suo interno: Dal menu Modifica scegliere Elimina.
4a- Dal menu Modifica scegliere Nuovo, quindi scegliere Valore multistringa.
5a- Digitare VDD nella casella Nome valore, quindi premere INVIO.
6a- Chiudere l'Editor del Registro di sistema.
3b- se avete invece la cartella ControlVirtualDeviceDrivers e al suo interno la stringa VDD fate come segue:
4b- Dal menu Modifica scegliere Elimina.
5b- Dal menu Modifica scegliere Nuovo, quindi scegliere Valore multistringa.
6b- Digitare VDD nella casella Nome valore, quindi premere INVIO.
7b- Chiudere l'Editor del Registro di sistema.

8- riavviare il sistema e al riavvio il command.com non dovrebbe più darvi problemi...

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 Subject :Penna USB invisibile: riconosciuta ma senza lettera di unità.. 2009-06-19 16:46:44 
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Forum : Tips and tricks
Topic : Penna USB invisibile: riconosciuta ma senza lettera di unità

Può succedere che su alcuni sistemi Windows un dispositivo penna USB anche se riconosciuto non si veda assegnata la lettera di unità di volume. Il dispositivo risulta presente e funzionante (è visibile nella sezione Rimozione sicura dell'hardware) tuttavia non è presente in gestione risorse.

In alcuni casi può essere sufficiente assegnare manualmente la lettera di unità:

A tal scopo Seguire la seguente procedura:

Pannello di controllo -> Strumenti di amministrazione -> Gestione computer

Sezione archiviazione - Gestione disco

Tasto destro -> Cambia lettera e percorso di unità
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 Subject :Gestione pacchetti nella distribuzione Slackware.. 2009-06-19 16:43:44 
tester
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Topic : Gestione pacchetti nella distribuzione Slackware

La gestione dei pacchetti nella distribuzione Slackware segue un po’ la filosofia della distribuzione stessa: pochi fronzoli e lavoro a basso livello. La norma vede lo scaricamento dei file compressi tar e la loro compilazione (configure, make, make install).

Tuttavia, esiste una possibilità un po’ più evoluta di gestire i pacchetti tramite i comandi: installpkg, removepkg, … dove i pacchetti sono file con estensione tgz.

Ancora più comodo può essere l’utilizzo di applicazioni di scaricamento, upgrade o installazione automatica dei pacchetti. Ho verificato la bontà del pacchetto slapt-get che, sebbene non controlli le dipendenze in senso stretto, consente di risolvere un po’ di problemi scaricando ed aggiornando i pacchetti disponibili.

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 Subject :Installazione scheda wireless su Linux Ubuntu.. 2009-06-19 16:43:12 
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Topic : Installazione scheda wireless su Linux Ubuntu

Si tratta di un sistema HP Pavilion con scheda wireless WLAN Broadcom 802.11a/b/g e Linux Ubuntu 7.04

Aprire il gestore di pacchetti Synaptic
Selezionare "all available applications"
Installare "Window wireless Drivers - Ndiswrapper driver installation tool"
Selezionre System->Administration-> Windows Wireless Drivers
Dalla finestra cliccare su "Install New Driver" e selezionare il file inf dei driver windows (precedentemente posizionati in una cartella a piacere)

Nel caso in cui risultasse "hardware not present" dando il comando dmesg si dovrebbe leggere il seguente errore:

bcm43xx: Error: Microcode "bcm43xx_microcode5.fw" not available or load failed.

Ciò dovrebbe dipendere dal fatto che il driver broadcom deve caricare del firmware per far fuzionare la scheda.

Utilizzare allora i seguenti comandi:

sudo aptitude install bcm43xx-fwcutter
sudo /usr/share/bcm43xx-fwcutter/install_bcm43xx_firmware.sh

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 Subject :SubVersion 1.4 ed apache 2 su Slackware 11.. 2009-06-19 16:42:38 
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Topic : SubVersion 1.4 ed apache 2 su Slackware 11

La seguente è una procedura di massima per l'installazione di SubVersion 1.4 ed apache 2 su Slackware 11


Installare Apache 2

http://xslack.zsh.bash.org.pl/packages/apache2-2.0.59-i486-1x.tgz

# instalpkg --install apache2-2.0.59-i486-1x.tgz

(This is non-standard Slackware package, so initscript isn't called
at boot time by default. Remember to add appropriate entry in
/etc/rc.d/rc.M script.)


Un ottimo modo può essere quello di utilizzare slap-get per scaricare i pacchetti:

# wget http://software.jaos.org/slackpacks/11.0/slapt-get-0.9.11f-i386-1.tgz
# installpkg slapt-get-0.9.11f-i386-1.tgz

con slapt-get installato procediamo come segue:

# slapt-get --install apr-1.2.7-i486-1
# slapt-get --install apr-util-1.2.7-i486-1
# slapt-get --install subversion-1.4.0-i486-1

L'opzione --install provvede eventualmente all'aggiornamento del pacchetto


*** Impostazioni per Apache

L'installazione di SubVersion dovrebbe aver prodotto i due file seguenti nella direcotry dei moduli di apache:
mod_dav_svn.so
mod_authz_svn.so

Se tali file non sono presenti nel pacchetto potrebbe essere necessario scaricare il tar di suversion e compilarlo.

E' ora necessario modificare il file di configurazione di apache includendo le righe per il caricamento delle due librerie in oggetto

LoadModule dav_svn_module lib/apache2/mod_dav_svn.so
LoadModule authz_svn_module lib/apache2/mod_authz_svn.so


Da notare che è estremamente importante l'ordine in cui vengono inserite le chiamate alle due librerie. Infatti, mod_dav_svn.so deve essere posta prima di mod_authz_svn.so in quanto quest'ultima fa uso della precedente.

Inoltre, mod_dav_svn.so dipende da mod_dav (una chiamata alla quale dovrebbe già essere presente nel file di configurazione) per cui l'ordine deve essere:

mod_dav.so
mod_dav_svn.so
mod_authz_svn.so

*** Creo repository di test
Creiamo innanzitutto una cartella svn con una sottocartella per i repositories

# mkdir repositories

Per creare il repository di test usiamo il comando "svnadmin"

# svnadmin create --fs-type fsfs /home/svn/repositories/test

Impostare i permessi per evitare errore : "Could not open the requested SVN filesystem"
chown -R apache.apache /home/svn

***Configurare Apache per il controllo degli utenti

Come client è possibile usare TortoiseSVN (http://tortoisesvn.net).

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 Subject :Indirizzi IP multipli sulla stessa scheda di rete.. 2009-06-19 16:41:56 
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Topic : Indirizzi IP multipli sulla stessa scheda di rete

Può a volte risultare necessario assegnare ad una stessa scheda di rete due o più indirizzi IP (ad esempio un indirizzo reale ed un indirizzo “alias” per la intranet). Lo scopo può essere raggiunto utilizzando il comando ipconfig come di seguito:

ifconfig eth0:0 192.168.1.1 netmask 255.255.255.0

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 Subject :Gestione pacchetti con Ubuntu.. 2009-06-19 16:41:28 
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Topic : Gestione pacchetti con Ubuntu

Il comando apt-get è un potente strumento a riga di comando usato per operare con l'APT (Advanced Packaging Tool ) di Ubuntu al fine di eseguire operazioni come l'installazione di nuovi pacchetti software, l'aggiornamento dei pacchetti software esistenti, l'aggiornamento dell'indice dell'elenco di pacchetti e persino l'avanzamento di versione dell'intero sistema Ubuntu.

Essendo un semplice strumento da riga di comando, apt-get presenta agli amministratori di sistema numerosi vantaggi rispetto ad altri strumenti di gestione dei pacchetti disponibili in Ubuntu. Alcuni di questi vantaggi sono la facilità d'utilizzo mediante connessioni via terminale (SSH) e la possibilità di essere usato in script di amministrazione del sistema, resi magari automatizzati attraverso l'utilità di pianificazione cron.

Alcuni esempi di utilizzo tipico dell'utilità apt-get:

*Installare un pacchetto: l'installazione di pacchetti usando lo strumento apt-get è molto semplice. Per esempio, per installare lo scanner di rete nmap, digitare il seguente comando:

sudo apt-get install nmap

*Rimuovere un pacchetto: la rimozione di uno o più pacchetti è altrettanto semplice e immediata. Per rimuovere il pacchetto nmap installato nell'esempio precedente, digitare il seguente comando:

sudo apt-get remove nmap

[Suggerimento]

Pacchetti multipli: è possibile specificare più di un pacchetto da installare o rimuovere, separati da spazi.

*Aggiornare l'indice dei pacchetti: l'indice dei pacchetti di APT è essenzialmente un database dei pacchetti disponibili dai repository definiti nel file /etc/apt/sources.list. Per aggiornare l'elenco locale dei pacchetti con i cambiamenti apportati di recente nei repository, digitare il comando:

sudo apt-get update

*Aggiornare i pacchetti: nel corso del tempo, nei repository dei pacchetti potrebbero essere disponibili delle versioni aggiornate dei pacchetti installati sul computer (per esempio aggiornamenti di sicurezza). Per aggiornare il sistema, per prima cosa aggiornare l'indice dei pacchetti come descritto poco sopra, poi digitare il comando:

sudo apt-get upgrade

Se un pacchetto necessita l'installazione o la rimozione di nuove dipendenze durante l'aggiornamento, allora tale pacchetto non sarà aggiornato dal comando upgrade. Per questo genere di aggiornamenti, è necessario utilizzare il comando dist-upgrade.

Allo stesso modo, è possibile aggiornare l'intero sistema Ubuntu da una revisione a un'altra con dist-upgrade. Per esempio, per effettuare l'aggiornamento dalla versione 5.10 alla versione 6.06 LTS, innanzitutto bisogna assicurasi di aver sostituito nel file /etc/apt/sources.list i repository della versione 5.10 con quelli della versione 6.06 LTS, poi basta eseguire il comando apt-get update come descritto poco sopra, infine bisonga eseguire l'aggiornamento digitando il comando:

sudo apt-get dist-upgrade

L'aggiornamento del sistema alla versione successiva richiede un certo periodo di tempo. Solitamente sono richiesti alcuni passi di post-aggiornamento come descritto nelle note di aggiornamento per la revisione a cui si sta aggiornando.

Le azioni del comando apt-get, come l'installazione o la rimozione di pacchetti, vengono registrate nel file di registro /var/log/dpkg.log.

Per maggiori informazioni sull'uso di APT digitare:

apt-get help

(tratto da: ubuntu-it.org)

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 Subject :SubVersion con Apache 2 su Linux Ubuntu 7.04.. 2009-06-19 16:40:41 
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Topic : SubVersion con Apache 2 su Linux Ubuntu 7.04

Qualsiasi programmatore che abbia sviluppato in team con altri sviluppatori si sarà reso conto della necessità di condividere pezzi di codice con gli altri elementi del gruppo e delle difficoltà legate a tale condivisione. Fortunatamente esistono software appositamente progettati per consentire a differenti sviluppatori di lavorare sugli stessi progetti controllando le modifiche apportate ed evitando sovrascritture accidentali degli stessi frammenti di codice.

Oltre al classico “SourceSafe” prodotto dalla Microsoft ed agli strumenti messi a disposizione nell’ultima, e molto costosa, suite Microsoft Visual Studio Team Edition, ha preso piede in questi ultimi tempi un sistema gratuito e molto affidabile chiamato SubVersion. Tale software sembra stia soppiantando nei gusti dei sistemi un po’ di tutto il mondo un software analogo di nome CVS (Concurrent Versions System) dal quale SubVersion prende le mosse.

In questo articolo vediamo come installare la parte server di SubVersion su di una distribuzione Linux Ubuntu. Nello specifico il tutto è stato provato con la versione 7.04.

Si presuppone che sul sistema sia installato Apache 2.

I pacchetti necessari per subversion sono "subversion" e "libapache2-svn"

Per cui procediamo alla loro installazione utilizzando il comando apt-get:

#sudo apt-get install subversion libapache2-svn

Il comando provvederà ad installare i moduli necessari, SubVersion e SVN per Apache.

Il modulo SVN dovrebbe essere automaticamente abilitato dopo l'installazione. Se così non fosse è possibile utilizzare il comando "a2enmod", uno script che abilita il modulo specificato, ad esempio, nel nostro caso:

#sudo a2enmod dav_svn

Incidentalmente faccio notare che esiste un comando con funzione opposta, vale a dire per disabilitare un modulo: "a2dismod [nome modulo]"

Ancora un'osservazione sul modulo SVN: si tratta di un modulo che utilizza per la trasmissione dei dati con subversion il protollo WebDAV per cui può passare tranquillamente attraverso un firewall.


Configurazione del repository

A questo punto possiamo passare alla configurazione del repository. Sarebbe possibile apportare le modifiche del caso al file /etc/apache2/mods-enabled/dav_svn.conf, tuttavia ciò non è possibile nel caso di configurazione sulla macchina server di hosts virtuali (vhosts).
E' questa la tipologia di configurazione che personalemtne prediligo per cui suggerisco la modifica dei file in /etc/apache2/sites-available/*

La cartella "/etc/apache2/sites-available/" contiene un file di configurazione per ogni sito virtuale disponibile sulla macchina. Ne esiste uno predefinito, con nome "default". E' possibile modificare direttamente questo file con le opportune proprie "customizzazioni" e, nel caso sia necessario rendere disponibile un nuovo sito virtuale, è possibile duplicare il file in questione (utilizzando un nome a piacimento) e modificarlo seconda necessità.
La cartella in questione elenca, come dice il nome stesso, i siti disponibili sulla macchina. Essere disponibile non è sufficiente: bisogna anche che il sito sia abilitato. A tale scopo esiste una utility "a2ensite" che abilita il sito specificato. Ciò che tale utility realizza è la creazione di un link simbolico nella cartella /etc/apache2/sites-enabled/ che punta al file di configurazione del sito specificato. Un utility complementare, "a2dissite", consente di disabilitare momentaneamente uno specifico sito senza costringere a cancellare o rinominare il file di configurazione.
La lettura dei file "enabled", cioè abilitati, è resa possibile dalla direttiva

"Include /etc/apache2/sites-enabled/"

presente nel file di configurazione principale di Apache.

Un tipico file di configurazione di un host sarà qualcosa del tipo:

<VirtualHost 192.168.1.1:80>
DocumentRoot /home/test/public_html
ServerName nomesito.tesseract.it
<Location /svntest>
DAV svn
SVNListParentPath on
SVNPath /home/test/repositories/test1
AuthType Basic
AuthName "Tesseract SVN test repository"
AuthUserFile /etc/apache2/users
AuthGroupFile /etc/apache2/groups
Require group developers
</Location>

</VirtualHost>

Da notare che dovranno essere presenti nel file di configurazione generale (apache2.conf) le seguenti righe:

NameVirtualHost 192.168.1.1:80

Dove 192.168.1.1 è l’IP della vostra macchina server

Include /etc/apache2/sites-enabled/

Per includere I file edi configurazione degli host virtuali

Procediamo con la creazione delle directory per SubVersion:

#sudo mkdir svn

#cd svn

#sudo mkdir repositories

Per creare il repository di test usiamo il comando "svnadmin"

# sudo svnadmin create --fs-type fsfs /home/svn/repositories/test1

Impostiamo i permessi sulle direcory:

#sudo chown -R www-data /home/svn


Configurare Apache per il controllo degli utenti

Per memorizzare le informazioni relative agli utenti e relative password per l'accesso ai contenuti è necessario creare un apposito file.

Tale file, per ovvie ragioni di sicurezza, deve essere registrato in una posizione tale da non essere accessibile da web. Esso, inoltre, non può essere editato direttamente a mano; le password, infatti, sono registrate in forma cifrata.

Il programma utilizzato per tale gestione è "htpasswd":

Per iniziare è necessario creare il file in questione indicando un primo nuovo utente da inserire nel file stesso:

htpasswd -c /etc/apache2/users carlo

Il comando, con l'opzione -c, crea il file "users" nella directory /etc/apache2/ chiedendo la password da associare all'utente (nel nostro caso, l'utente "carlo").

Il contenuto del file "users" dovrebbe essere ora simile al seguente:

-------------------------------------------
carlo: xx1LtcDbOY4/K
-------------------------------------------

dove si individua il primo campo contenente il nome utente ed il secondo campo, separato dal simbolo ":" contenente la password in forma cifrata.

Per inserire nuovi utenti all'interno del file riusiamo il comando htpasswd, omettendo ovviamente il flag -c in quanto il file è stato già creato; ad esempio, il comando:

-------------------------------------------
htpasswd /etc/apache2/users giuseppe
-------------------------------------------

aggiunge al file /etc/apache2/users l'utente "giuseppe"


Nella sezione "<Location></Location>" si utilizzano una serie di direttive per configurare i contenuti del repository ed i relativi accessi.

Vediamo in dettaglio le principali tra tali direttive:

SVNPath valorizzato nel nostr caso con il percorso "/home/test/repositories/test1" indica, appunto, il percorso fisico del repository. Tale percorso viene raggiunto tramite la redirezione impostata con "<Location /svntest>".
In concreto l'URL http://nomeMacchina/svntest redirigerà il browser nel repository specificato dal valore impostato in "SVNPath".

AuthName indica un nome per la zona, ovvero l'insieme di file e cartelle, per le quali si vuole controllare l'accesso. Esso rappresenta quello che in gergo tecnico viene definito "realm". Un realm rappresenta, appunto, una zona del file system, generalmente una directory con eventuali sottodirectory che si intende proteggere. Una volta avvenuta l'autenticazione relativamente ad un certo realm questa viene conservata per la sessione corrente e sarà valida anche in una zona differente purchè avente lo stesso nome di realm.

AuthType indica il protocollo da utilizzarsi per l'autenticazione. Basic è quello predefinito.

AuthUserFile indica al server il nome e la posizione del file da contenente le credenziali di accesso.
Nel caso si volessero usare dei gruppi, anzichè gestire il singolo utente, è possibile utilizzare la direttiva AuthGroupFile

require indica gli utenti che possono avere accesso al realm specificato: Nel caso si voglia abilitare tutti gli utenti indicati nel file delle password è sufficiente valorizzare la direttiva require con il valore valid-user.
In caso contrario, nel caso si volesse autorizzare un sottoinsieme di utenti sarà sufficiente indicare i loro nomi dopo la direttiva stessa. Ad esempio:

require user carlo giuseppe

abilita all'accesso i soli utenti "carlo" e "giuseppe"

Nel caso di situazioni più complesse è possibile ricorrere alla gestione dei gruppi utilizzardo la direttiva AuthGroupFile e specificando il file contenente le informazioni sui gruppi stessi. Un file di tale tipo è organizzato in una sequenza di righe contenenti i nomi dei gruppi e, separati dal sibolo ":", l'elenco degli utenti appartenenti allo specifico gruppo:

amministratori:carlo giuseppe
segreteria:anna isabella antonella


Per l'autenticazione si può poi procedere, ad esempio, come segue:

require group amministratori segreteria
require user carlotta

Tali direttive abilitano, dopo l'inserimento delle giuste credenziali, gli utenti dei gruppi "amministratori" e "segreteria" e l'utente "carlotta", all'accesso alle risorse del realm.


Il client di accesso a SubVersion

Come client è possibile usare TortoiseSVN (http://tortoisesvn.net). Si tratta di un software gratuito per Windows che si integra perfettamente in "gestione risorse".


Carlo Mazzone
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 Subject :Installazione di un FTP Server su Ubuntu con ProFTP.. 2009-06-19 16:38:57 
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Topic : Installazione di un FTP Server su Ubuntu con ProFTP

FTP (File Transfer Protocol) è un protocollo utilizzato per lo scambio di file tra computers operante in modalità client/server.

All'interno della distribuzione Linux Ubuntu è disponibile di default il server vsftpd. la sua installazione è molto semplice:

#sudo apt-get install vsftpd

Il file di configurazione è /etc/vsftpd.conf ed il demone (così si definisce un "servizio" sotto Linux) è avviabile con il comando:

#sudo /etc/init.d/vsftpd start

Per ragioni di sicurezza, stabilità e scalabilità preferiamo l'installazione di un server ftp alternativo: ProFTPD


Per l'installazione utilizziamo il seguente comando:

#sudo apt-get install proftpd

Dopo il tempo necessario allo scaricamento del pacchetto la procedura di installazione chiede se si desidera una configurazione che giri da inetd o standalone.

Per semplicità lo installiamo come "standalone". Per funzionamento standalone (autonomo) si intende che il demone si pone in ascolto su di una specifica porta e deve preoccuparsi in proprio delle varie funzionalità connesse al proprio funzionamento tra le quali quelle relative alla gestione degli accessi non autorizzati. In caso contrario è il "super server" inetd a lanciare lo specifico demone solo in caso di effettiva necessità ed a gestire un ulteriore sistema di controllo attraverso un altro programma: il tcpd.

Dunque selezioniamo la voce standalone e procediamo.

Il file di configurazione standard è:

/etc/proftpd.conf (oppure /etc/proftpd/proftpd.conf)

Procediamo ora alla modifica di una serie di voci del file in questione per "customizzare" la nostra installazione in particolare per quanto riguarda la sicurezza dell'installazione stessa.


ServerName - Imposta il nome visualizzato agli utenti che si connettono al server

ServerName "Test server"

ServerIdent - Imposta il messaggio da mostrare agli utenti che si connettono

ServerIdent on "Benvenuto sul nostro server ftp"

Nel caso in cui ServerIdent sia off verrà mostrato un messaggio di default

UseReverseDNS - Imposta, se su on, una ricerca del DNS reversal. Si consiglia di impostarlo su off.

UseReverseDNS off

DefaultRoot - Imposta la root di default dell'utente connesso.
ATTENZIONE: è molto importante decommentare la seguente linea per impedire la navigazione all'interno dell'intero file system da parte degli utenti connessi.
Non a caso il commento alla linea in questione all'interno del file di configurazione è: "# Use this to jail all users in their homes"

DefaultRoot ~

Per un elenco completo delle direttive è possibile fare riferimento al sito ufficiale di ProFTPD all'URL http://www.proftpd.org/

Dopo la modifica del file di configurazione è necessario far ripartire il demone per rendere effettive le modifiche apportate:

sudo /etc/init.d/proftpd restart

Nota: e' possibile effettuare un test relativo alla sintassi utilizzata all'interno del file di configurazione proftpd.conf utilizzando il seguente comando:

sudo proftpd -td5

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 Subject :Scheda wireless WLAN Broadcom 802.11a/b/g.. 2009-06-19 16:38:06 
tester
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Forum : Linux
Topic : Scheda wireless WLAN Broadcom 802.11a/b/g

L'installazione della scheda di rete wireless Broadcom 802.11a/b/g su Linux Ubuntu 8.04 si è fatta ancora più immediata.

Il sistema è un portatile HP Pavilion dv 8000.

Selezionare la voce:

System -> Amministrazione -> Hardware drivers

Abilitare il check "enable" sulla voce Broadcom B43 wireless driver e confermare le scelte.

Il gioco è fatto!

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 Subject :Usare font Windows sotto Linux Ubuntu.. 2009-06-19 16:37:37 
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Forum : Linux
Topic : Usare font Windows sotto Linux Ubuntu

E' possibile utilizzare i font Windows sotto Linux Ubuntu semplicemente copiandoli nella cartella appropriata della distro Linux.

Copiare quindi il contenuto dell'intera cartella WindowsFonts dalla partizione Windows in

/usr/share/fonts.

E' possibile a tale scopo utilizzare un camondo simile al seguente:

cp /media/hda1/WINDOWS/Fonts/ * /usr/share/fonts

dove hda1 è il disco “windows”.

Per aggiornare la cache dei font dare il comando:

$sudo fc-cache -fv

NOTA:
In alternativa alla copia “brutale” dei file è possibile creare un link simbolico, ad esempio:

sudo ln -s /media/hda1/WINDOWS/Fonts/ * /usr/share/fonts

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 Subject :Convertire I file .3GP dei telefonini in .AVI.. 2009-06-19 16:34:30 
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Forum : Audio, video e immagini
Topic : Convertire I file .3GP dei telefonini in .AVI

Come convertire I file .3GP dei telefonini in .AVI (ed altri formati)

- Scaricate ed installate il convertitore GRATUITO “Zwei-Stein Converter” al seguente indirizzo:
http://tucows.com/adnload/195042_75160.html

- Scaricate ed installate il codec gratuito 3gp “Quicktime Alternative” dal seguente indirizzo:
http://www.free-codecs.com/download/QuickTime_Alternative.htm

1) Lanciate Zwei-Stein Converter
2) Cliccate File -> Import -> Import Video Clip
3) Selezionate type of files - "All files (*.*)"
4) Aprite il vostro .3gp video clip.
5) Cliccate File -> Export -> Video for Windows (AVI) (o altri formati)
6) Inserite un nome di file.
7) Scegliete il video codec. (DivX, XviD or WMV9 raccomandati).
8) OK! fatto.

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 Subject :Usare cd karaoke CantaTu sul PC.. 2009-06-19 16:34:02 
tester
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Forum : Audio, video e immagini
Topic : Usare cd karaoke CantaTu sul PC

I cd per karaoke CantaTu sono masterizzati utilizzando un particolare formato denominato CD+G

Per provarli ed utilizzarli sul proprio PC è possibile usare il software gratuito “KaraFun” scaricabile dal sito www.karafun.com

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 Subject :Catturare la schermata (screenshot) di windows media player.. 2009-06-19 16:33:33 
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Forum : Audio, video e immagini
Topic : Catturare la schermata (screenshot) di windows media player

Per ottenere uno screenshot da windows media player con la semplice pressione del tasto “stamp” (print screen) ed evitare che nella finestra sia visualizzato un riquadro completamente nero è sufficiente disabilitare (momentaneamente) l’accelerazione hardware della scheda video.

Dopo la cattura riabilitare l’accelerazione.

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 Subject :Autenticazione utente tramite Apache.. 2009-06-19 16:29:37 
tester
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Forum : Webmaster e sviluppo web
Topic : Autenticazione utente tramite Apache

Autenticazione utente tramite Apache

Per controllare l'accesso degli utenti ai documenti presenti su di un web server Apache sono necessari due passi fondamentali:

1 - creare un file contenente username e password
2 - indicare le risorse da proteggere e gli utenti ai quali sarà consentito l'accesso


Creazione file delle password

Per memorizzare le informazioni relative agli utenti e relative password per l'accesso ai contenuti è necessario creare un apposito file.

Tale file, per ovvie ragioni di sicurezza, deve essere registrato in una posizione tale da non essere accessibile da web. Esso, inoltre, non può essere editato direttamente a mano; le password, infatti, sono registrate in forma cifrata.

Il programma utilizzato per tale gestione è "htpasswd", la cui sintassi è la seguente:

-------------------------------------------
htpasswd [-cmdpsD] passwordfile username
htpasswd -b[cmdpsD] passwordfile username password
htpasswd -n[mdps] username
htpasswd -nb[mdps] username password
-c Create a new file.
-n Don't update file; display results on stdout.
-m Force MD5 encryption of the password.
-d Force CRYPT encryption of the password (default).
-p Do not encrypt the password (plaintext).
-s Force SHA encryption of the password.
-b Use the password from the command line rather than prompting for it.
-D Delete the specified user.
On Windows, NetWare and TPF systems the '-m' flag is used by default.
On all other systems, the '-p' flag will probably not work.

-------------------------------------------

Per iniziare è necessario creare il file in questione indicando un primo nuovo utente da inserire nel file stesso:

htpasswd -c /etc/apache2/users carlo

Il comando, con l'opzione -c, crea il file "users" nella directory /etc/apache2/ chiedendo la password da associare all'utente (nel nostro caso, l'utente "carlo").

Il contenuto del file "users" dovrebbe essere ora simile al seguente:

-------------------------------------------
carlo: xx1LtbDbOY4/E
-------------------------------------------

dove si individua il primo campo contenente il nome utente ed il secondo campo, separato dal simbolo ":" contenente la password in forma cifrata.

Per inserire nuovi utenti all'interno del file riusiamo il comando htpasswd, omettendo ovviamente il flag -c in quanto il file è stato già creato; ad esempio, il comando:

-------------------------------------------
htpasswd /etc/apache2/users giuseppe
-------------------------------------------

aggiunge al file /etc/apache2/users l'utente "giuseppe"


Configurazione del server

La configurazione del server prevede l'indicazione delle sezioni del sito che devono essere accessibili esclusivamente ad un utente, o ad un gruppo di utenti, indicati all'interno del file creato con il comando htpasswd.

Per proteggere una specifica directory bisogna riportare dettagliate indicazioni nella sezione <Directory> del file di configurazione principale di Apache "httpd.conf" (oppure nel file access.conf se quest'ultimo è richiamato dal file di configurazione principale ).

Tali indicazioni possono essere riportate anche in un file esterno, chiamato ".htaccess"

I file .htaccess sono normali file di testo all'interno dei quali è possibile indicare specifiche direttive di configurazione per Apache. Quando Apache deve processare un file verifica se esiste nella cartella del file in questione un file di nome .htaccess ed in tal caso lo interpreta.

Da notare che la lettura del file .htaccess avviene ad ogni caricamento della pagina per cui in caso di modifiche al file queste saranno immediatamente disponibili senza la necessità di riavviare il web server (cosa che deve avvenire nel caso di modifica ai file di configurazione standard di apache).

Nel caso tali impostazioni non dovessero funzionare il motivo potrebbe dipendere dalla clausola "AllowOverride".

Infatti, AllowOverride controlla quali direttive possono essere incluse e gestite dai file .htaccess.
Il valore di AllowOverride può essere "All", "None", o una qualsiasi combinazione delle seguenti parole chiave:

Options FileInfo AuthConfig Limit Indexes

Nel nostro specifico caso, relativo all'autenticazione, è necessario utilizzare la direttiva "AllowOverride AuthConfig"

Vediamo un esempio:

<Directory /var/www/htdocs/test>
AuthName "Zona protetta"
AuthType Basic
AuthUserFile /etc/apache2/users
require valid-user
</Directory>

dove l'inclusione nei tag <Directory></Directory> è necessaria qualora si inseriscano tali direttive nei file di configurazione standard e non, quindi, nei file .htaccess

Vediamo in dettaglio tali direttive:

AuthName indica un nome per la zona, ovvero l'insieme di file e cartelle, per le quali si vuole controllare l'accesso. Esso rappresenta quello che in gergo tecnico viene definito "realm". Un realm rappresenta, appunto, una zona del file system, generalmente una directory con eventuali sottodirectory che si intende proteggere. Una volta avvenuta l'autenticazione relativamente ad un certo realm questa viene conservata per la sessione corrente e sarà valida anche in una zona differente purchè avente lo stesso nome di realm.

AuthType indica il protocollo da utilizzarsi per l'autenticazione. Basic è quello predefinito.

AuthUserFile indica al server il nome e la posizione del file da contenente le credenziali di accesso.
Nel caso si volessero usare dei gruppi, anzichè gestire il singolo utente, è possibile utilizzare la direttiva AuthGroupFile

require indica gli utenti che possono avere accesso al realm specificato: Nel caso si voglia abilitare tutti gli utenti indicati nel file delle password è sufficiente valorizzare la direttiva require con il valore valid-user.
In caso contrario, nel caso si volesse autorizzare un sottoinsieme di utenti sarà sufficiente indicare i loro nomi dopo la direttiva stessa. Ad esempio:

require user carlo giuseppe

abilita all'accesso i soli utenti "carlo" e "giuseppe"

Nel caso di situazioni più complesse è possibile ricorrere alla gestione dei gruppi utilizzardo la direttiva AuthGroupFile e specificando il file contenente le informazioni sui gruppi stessi. Un file di tale tipo è organizzato in una sequenza di righe contenenti i nomi dei gruppi e, separati dal sibolo ":", l'elenco degli utenti appartenenti allo specifico gruppo:

amministratori:carlo giuseppe
segreteria:anna isabella antonella


Per l'autenticazione si può poi procedere, ad esempio, come segue:

require group amministratori segreteria
require user carlotta

Tali direttive abilitano, dopo l'inserimento delle giuste credenziali, gli utenti dei gruppi "amministratori" e "segreteria" e l'utente "carlotta", all'accesso alle risorse del realm.

Per chiudere occorre notare come la metodologia di controllo degli accessi tramite file delle password sia utilizzabile con un numero non particolarmente elevato di utenti. In caso contrario, a causa della lentezze nelle operaioni di accesso alle credenziali su file, risulta necesssario un metodo alternativo come, ad esempio, l'autenticazione degli utenti tramite accesso a database utilizzando specifici moduli per apache.

Carlo Mazzone
www.tesseract.it

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 Subject :Cambiare la password di root in mysql.. 2009-06-19 16:28:56 
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Topic : Cambiare la password di root in mysql

Per cambiare la password dell'utente root in mysql è sufficiente digitare il seguente comando:

mysqladmin -u root password *nuova password*

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 Subject :Installazione GD image library su Ubuntu.. 2009-06-19 16:28:25 
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Topic : Installazione GD image library su Ubuntu

Per l'installazione delle GD image library su Ubuntu è necessario installare il pacchetto php5-gd.

Per cui diamo il comando:

# sudo apt-get install php5-gd

e successivamente riavviamo Apache:

# sudo /etc/init.d/apache2 restart

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 Subject :Zoom gallery su Joomla - errore "wrong format" .. 2009-06-19 16:27:51 
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Forum : Webmaster e sviluppo web
Topic : Zoom gallery su Joomla - errore "wrong format"

Inviando in upload un qualsiasi tipo di immagine su zoomgallery potrebbe presentarsi l'errore "wrong format" oppure in italiano "Formato non corretto"

Provate ad editare il file

/components/com_zoom/lib/image.class

ponendo un commento alla linea 752

//$this->_mimetype = MIME_Type::autoDetect($user_path, $user_type, $this->_type);

relativa alla funzione getMimeType

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 Subject :Problema PHP Fatal error: Allowed memory size of .. 2009-06-19 16:27:21 
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Topic : Problema PHP Fatal error: Allowed memory size of

Per risolvere il problema in oggetto causato da uno script che richiede una quantità di memoria che supera gli 8 MB il modo più semplice consiste probabilmente nel inserire la seguente direttiva nel file .htaccess

php_value memory_limit 128M

E' ovvio che il valore 128M può essere modificato in base alle esigenze specifiche.
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